Criticità del depuratore di Genzano di Lucania

Interrogazione a risposta scritta 4-11179

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11179
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
Martedì 25 gennaio 2022, seduta n. 632

— Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

in Italia le inefficienze degli impianti di depurazione delle acque reflue rappresentano uno dei problemi più gravi e urgenti sia sul piano ambientale, sia su quello economico. I numerosi depuratori tuttora non conformi alle direttive europee, oltre a provocare un perenne disastro ecologico che si abbatte sui nostri mari e sulle acque interne, hanno portato a diverse procedure d'infrazione e a pesanti condanne come quella che impone al nostro Paese una multa di 30 milioni di euro per ogni semestre di mancato adeguamento degli impianti;

l'entità del problema è ribadita anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che, nel prevedere investimenti per rete fognaria e depurazione, non solo descrive gli impianti italiani come obsoleti o addirittura assenti, ma richiama espressamente anche la necessità della nomina del Commissario unico, avvenuta nel 2017 per accelerare i lavori di ammodernamento;

nell'ambito delle attività svolte sul tema della depurazione, sono emerse molteplici situazioni critiche distribuite per tutto il Paese. Tra le più gravi, quella della Basilicata che risulta in procedura d'infrazione per violazione della direttiva 91/271/CEE;

pur riconoscendo in parte lo sforzo di suddetta regione, che ha ridotto da 40 a 15 il numero di depuratori in procedura d'infrazione, non si comprendono ancora le ragioni e i presunti ostacoli che impedirebbero l'adeguamento dei restanti impianti;

in particolare, la vicenda più controversa riguarda il depuratore del comune di Genzano di Lucania che, oltre a non essere conforme alle normative, sembra anche risentire della totale indifferenza da parte dell'amministrazione comunale e dell'ente gestore Acquedotto Lucano Spa che dovrebbe occuparsi dei lavori di adeguamento come soggetto attuatore;

da molto tempo si cerca di instaurare un dialogo con i suddetti organi per incoraggiare la messa a norma dell'impianto. Il 20 aprile 2021 è stata rivolta al comune di Genzano di Lucania e ad Acquedotto Lucano Spa una nota di accesso agli atti a cui si è aggiunto di recente un sollecito e con la quale si chiedevano i documenti, le analisi e i progetti inerenti al depuratore. La richiesta è rimasta però inevasa;

le difficoltà del depuratore di Genzano di Lucania, incluse quelle dovute all'inerzia dell'ente gestore, erano già state segnalate nel 2020 tramite un'interrogazione all'allora Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. La risposta fornita al tempo non solo menzionava investimenti regionali per il superamento della procedura d'infrazione, ma prevedeva anche l'inizio dei lavori di adeguamento per giugno 2021. Tuttavia, da allora, non è ancora stato fatto nulla;

malgrado rientri in procedura d'infrazione, il depuratore di Genzano di Lucania non è sottoposto a commissariamento. La strada della gestione commissariale può, senz'altro, essere un'opzione valida da tenere in considerazione, visto che l'assenza di manutenzione e l'evidente indolenza delle amministrazioni competenti non fanno che alimentare il problema, aggravando i danni ambientali e i disagi economici e sociali dovuti alle difformità dell'impianto –:

se, alla luce di quanto esposto, il Governo intenda adottare iniziative, per quanto di competenza, per effettuare ispezioni, anche per il tramite del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, e, soprattutto se intenda adottare iniziative di competenza specifiche per superare le criticità del depuratore di Genzano di Lucania, valutando in primissimo luogo la possibilità di affidare l'impianto al Commissario Unico per renderne possibile la messa a norma e accelerare dei lavori di adeguamento che, con l'attuale, gestione, sembrano tutt'altro che imminenti.
(4-11179)

Condividi

Carrello