Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01467

Verifica dello stato dei progetti per sanare la mancata conformità alla normativa europea degli impianti di depurazione siciliani e verifica dello stato ambientale dei luoghi su cui insiste l'impianto di depurazione sito a Santa Flavia

Atto Camera
Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01467

presentato da LICATINI Caterina

testo di Mercoledì 13 febbraio 2019, seduta n. 125

 

— Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

la Sicilia registra il peggiore dato nazionale relativo al tasso di depurazione;

solo il 17,5 per cento dei 438 impianti di trattamento delle acque reflue urbane sono a norma, mentre gli altri sono privi di autorizzazione, con autorizzazione scaduta o hanno ricevuto un diniego allo scarico;

il 18 per cento degli impianti «non è attivo»: realizzato ma non connesso alla rete fognaria o in stato di by-pass;

in Sicilia gli agglomerati che non sono conformi alla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane e che sono incorsi nella procedura d'infrazione sono 51 e gli interventi per sanare questa situazione sono finanziati attraverso un atto governativo che è la delibera del Cipe n. 60 del 2012;

il comune di Santa Flavia è uno dei 51 agglomerati che sono risultati non conformi alla direttiva europea;

per lo stesso comune a seguito della delibera del Cipe sono stati stanziati finanziamenti per realizzare l'attivazione e l'adeguamento del sistema fognario-depurativo a servizio e il completamento della rete fognaria;

del completamento della rete fognaria è competente il commissario straordinario per la progettazione, l'affidamento e la realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione nominato dal Governo;

dell'attivazione e dell'adeguamento del sistema fognario-depurativo è competente lo stesso comune;

agli interroganti risulta che a tutt'oggi il sistema di depurazione è non attivo e che non è ancora partito alcun progetto per sanare la non conformità del servizio idrico integrato;

nel 2017 controlli operati dal nucleo di polizia ambientale della guardia costiera di Porticello e dell'Arpa hanno permesso di verificare lo stato di completo abbandono del sito del depuratore diventato una discarica di rifiuti pericolosi e successivamente sequestrato –:

se, alla luce di quanto esposto, il Governo intenda effettuare, attraverso il commissario straordinario unico per la depurazione, una ricognizione sullo stato dei progetti per sanare la mancata conformità alla direttiva europea, anche verificando, attraverso l'ausilio del Comando dei carabinieri per la tutela ambientale e del reparto ambientale marino del Corpo delle capitanerie di porto, lo stato ambientale dei luoghi su cui insiste l'impianto di depurazione di cui in premessa, nonché la qualità delle acque marine antistanti lo scarico del predetto depuratore.




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