Interrogazione a risposta scritta 4-11420

Interrogazione a risposta scritta 4-11420

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11420
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
— Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

nel mese di ottobre 2021, come noto, è intervenuta la terza sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea per violazione della direttiva 91/271/CEE da parte del nostro Paese che è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza degli articoli da 3 a 5 e 10, riguardanti le norme sulla raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane e avente ad oggetto oltre seicento agglomerati;

la sentenza è il risultato di un deferimento della Commissione europea, che nel 2014 aveva aperto una procedura di infrazione contro l'Italia;

si tratta della prima condanna per inadempimento nell'ambito di questa specifica procedura, pertanto, finora, non si prevedono né multe né altre sanzioni: infatti, già nel 2018, l'Italia ha subìto una pesante condanna, riferita alla procedura di infrazione del 2004, che prevede il pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 25 milioni di euro una tantum e di ulteriori 30 milioni di euro per ogni semestre trascorso senza aver provveduto all'adeguamento degli impianti e a ripristinare una situazione di conformità alle norme;

a questa multa si aggiungerebbe, pertanto, la sanzione correlata alla condanna del 6 ottobre 2021;

l'articolo 4-septies del decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, cosiddetto Sblocca-cantieri, prevede «disposizioni in materia di accelerazione degli interventi di adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione anche al fine di evitare l'aggravamento delle procedure di infrazione in corso»;

il comma 4 del predetto articolo dispone che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati gli interventi, tra quelli per cui non risulti già intervenuta l'aggiudicazione provvisoria dei lavori, per i quali il Commissario straordinario unico di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, assume il compito di soggetto attuatore;

la succitata norma prosegue, prevedendo che con il medesimo decreto si stabiliranno la durata e gli obiettivi di ciascun incarico del Commissario, nonché la dotazione finanziaria necessaria;

l'esigenza di prevenire ulteriori e gravose condanne a sanzioni pecuniarie, in aggiunta a quelle che già il nostro Paese è costretto a pagare, unitamente al dovere di tutelare l'ambiente, impongono la celere adozione del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri corredato dalla necessaria dotazione finanziaria;

potrebbe essere considerata l'ipotesi, in sede di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nelle more di reperire la totalità della dotazione finanziaria necessaria, di prevedere, quanto meno, un'aliquota che permetta alla struttura commissariale l'avvio delle attività di progettazione, che, in molti casi, risulta assente, evitando in tal modo, l'aggravamento della situazione già abbastanza compromessa –:

se, alla luce delle predette considerazioni, il Governo intenda adottare, e in quali tempi, il decreto previsto dalla summenzionata legge 14 giugno 2019 n. 55 e quali ulteriori iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per scongiurare il rischio di ulteriori, pesanti sanzioni a carico del nostro Paese, anche prevedendo la possibilità di stanziare un'aliquota in favore della struttura commissariale per avviare almeno la progettazione degli interventi per gli agglomerati in procedura di infrazione.

 Cookie

Condividi

Carrello