Interrogazione a risposta in commissione 5-00507

Stato e condizioni degli impianti di depurazione siciliani e, in particolare, quello sito nel Comune di Santa Flavia

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-00507

presentato da LICATINI Caterina

testo di Venerdì 21 settembre 2018, seduta n. 48

 

— Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

come noto, la Sicilia registra il peggiore dato nazionale relativo al tasso di depurazione;

solo il 17,5 per cento dei 438 impianti di trattamento delle acque reflue urbane sono a norma, mentre gli altri sono privi di autorizzazione, con autorizzazione scaduta o hanno ricevuto un diniego allo scarico (dati tratti dal «Report Controlli 2017» dell'Arpa Sicilia). Il 18 per cento degli impianti «non è attivo»: realizzato ma non connesso alla rete fognaria o in stato di by-pass;

in Sicilia gli agglomerati che non sono conformi alla direttiva europea 91/271/CEE – trattamento delle acque reflue urbane – e che sono incorsi nella procedura d'infrazione 2004/2034 con causa 565/10 sono 51. Gli interventi per sanare questa situazione sono finanziati attraverso un atto governativo che è la delibera del Cipe n. 60 del 2012;

il comune di Santa Flavia è uno dei 51 agglomerati che sono risultati non conformi alla direttiva europea;

per lo stesso comune a seguito della delibera del Cipe n. 60 del 2012 sono stati stanziati finanziamenti per realizzare due progetti: l'attivazione e l'adeguamento del sistema fognario-depurativo a servizio (6.700.000,00 euro) e il completamento della rete fognaria (2.762.492 euro);

del completamento della rete fognaria è competente il commissario straordinario unico per la depurazione nominato dal Governo;

dell'attivazione e dell'adeguamento del sistema fognario-depurativo è competente lo stesso comune;

alla interrogante risulta che a tutt'oggi il sistema di depurazione è non attivo e che non è ancora partito alcun progetto per sanare la non conformità del servizio idrico integratore;

nel 2017 controlli operati dal nucleo di polizia ambientale della Guardia costiera di Porticello e dell'Arpa hanno permesso di verificare lo stato di completo abbandono del sito del depuratore diventato ormai una discarica di rifiuti pericolosi –:

se, alla luce di quanto esposto, il Governo non intenda verificare attraverso il commissario straordinario unico per la depurazione lo stato dei progetti per sanare la mancata conformità alla direttiva europea;

se il Governo intenda verificare, attraverso l'ausilio del comando carabinieri per la tutela ambientale (Ccta) e del Reparto ambientale marino del Corpo della capitaneria di porto, lo stato ambientale dei luoghi su cui insiste l'impianto di depurazione, nonché la qualità delle acque marine antistanti lo scarico del depuratore.




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