Interrogazione a risposta scritta 4-02929

Gestione dei rifiuti in Sicilia e insufficienza degli impianti di compostaggio

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-02929

presentato da LICATINI Caterina

testo presentato Venerdì 17 maggio 2019

modificato Mercoledì 19 giugno 2019, seduta n. 192

 

— Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

la gestione dei rifiuti in Sicilia è sempre stata oggetto e strumento di speculazione da parte dei governatori siciliani;

tale cattiva amministrazione, a discapito dell'efficienza, della trasparenza e della continuità del servizio, ha causato negli anni notevoli disagi ai cittadini e l'abbandono indiscriminato dei rifiuti;

il contesto di criticità e di emergenza che, purtroppo, il territorio della regione siciliana vive ormai da decenni nel settore dei rifiuti urbani genera gravi rischi per l'ambiente, la salute e l'igiene pubblica;

la raccolta differenziata ha raggiunto nell'isola la percentuale del 31,3 per cento, obbiettivo che soltanto un anno fa non si credeva raggiungibile;

alcuni comuni della Sicilia, iniziando un percorso virtuoso volto alla realizzazione di un sistema di raccolta differenziata che, seppure non capillare, opti per un modello basato sulla riduzione, sul riutilizzo e sul riciclo del rifiuto, hanno raggiunto la percentuale dell'80 per cento come a San Giuseppe Jato o Prizzi;

110 comuni siciliani raggiungono la soglia del 60 per cento, molte altri si aggirano circa al 30 per cento;

a fronte di tali dati, si riscontra, nella regione siciliana un numero assolutamente insufficiente di impianti di compostaggio per lo smaltimento del materiale organico che rappresenta il 40 per cento del totale dei rifiuti differenziati;

sono circa 13 gli impianti di compostaggio attivi, ma, per la maggior parte, questi non sono adeguati a fronteggiare il volume dei rifiuti conferiti dai cittadini, vanificando l'impegno messo in atto nell'adozione di buone pratiche di raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti urbani, disincentivandone la continuità, circostanza che risulta altresì controproducente sul piano educativo anche per le nuove generazioni;

6 impianti siciliani risultano non funzionanti oppure chiusi al conferimento per lunghi periodi di tempo, paralizzando di fatto la raccolta differenziata, lasciando i comuni sprovvisti di un luogo in cui poter conferire l'umido e aumentando il rischio del proliferare delle discariche abusive;

la recente nuova emergenza ha spinto alcuni comuni siciliani a derogare al regolare sistema di raccolta differenziata a causa dell'interruzione del servizio che non garantiva il conferimento finale della frazione organica presso gli impianti, non potendo ricorrere a soluzioni alternative, quali il conferimento presso altre piattaforme, poiché insufficienti;

tale situazione risulta tanto più grave se si consideri che per evitare che un impianto cada in obsolescenza o sia oggetto di deterioramento, basterebbe compiere lavori di manutenzione che garantiscano la costante efficienza e il corretto funzionamento dello stesso –:

   se il Governo, alla luce di quanto esposto in premessa, ritenga opportuno acquisire, per quanto di competenza e in collaborazione con la regione siciliana, un quadro aggiornato dell'offerta degli impianti esistenti nella regione e adottare iniziative normative per addivenire a un migliore funzionamento degli impianti per il trattamento dei rifiuti, per incentivare le buone pratiche e contrastare gli sversamenti abusivi, al fine di ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e sulla salute dei cittadini.
 




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