Interrogazione a risposta scritta 4-04605

Stato di attuazione dell'intervento nell'impianto di depurazione di Genzano di Lucania

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-04605

presentato da LICATINI Caterina

testo di Venerdì 31 gennaio 2020, seduta n. 297

 

— Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare — Per sapere – premesso che:

la Basilicata è una delle regioni italiane colpite dalla procedura di infrazione 2014-2059 a causa della violazione della direttiva 91/271/CEE del 21 maggio 1991;

tale direttiva ha ad oggetto la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane, nonché il trattamento e lo scarico delle acque reflue originate da taluni settori industriali e ha lo scopo di proteggere l'ambiente dalle ripercussioni negative provocate dagli scarichi di acque reflue;

sulla base della summenzionata direttiva è necessario effettuare controlli sugli impianti di trattamento, sulle acque recipienti e sullo smaltimento dei fanghi, proprio al fine di garantire la protezione dell'ambiente dalle conseguenze negative dello scarico di acque reflue;

in Basilicata ben 41 agglomerati non sono conformi alla direttiva e per la maggior parte di essi non è stato dimostrato che tutto il carico prodotto (a.e.) riceve un adeguato trattamento secondario, tra cui quello di Genzano di Lucania, posto già all'attenzione sia con interrogazione a risposta orale indirizzata al presidente del consiglio regionale della Basilicata e cofirmata dal consigliere regionale Gianni Perrino, sia tramite interpellanza urgente, svolta il 7 marzo 2019 e presentata dal deputato Luciano Cillis alla Camera;

l'ente gestore è «Acquedotto Lucano», il quale ha provveduto nel corso degli anni ai numerosi solleciti soltanto in via d'urgenza e attraverso degli interventi che risolvessero solo temporaneamente i diversi problemi dell'impianto, come nel 2015 quando si è verificato uno sversamento di liquami dalla vasca di aerazione sul suolo dell'area dell'impianto, riscontrando il mancato funzionamento dell'unità biologica secondaria a dischi biologici e l'assenza di addetti in loco; e nel 2018, anno in cui si è preso atto che l'unità biologica secondaria non era in grado di funzionare per la presenza di acque non sottoposte a trattamento secondario;

attualmente, l'unità biologica secondaria non è funzionante, priva di adeguate coperture che la proteggano dagli eventi atmosferici e in stato di abbandono;

la regione Basilicata, con la deliberazione di giunta regionale n. 2492 del 23 dicembre 2002, accordo di programma quadro «Tutela delle Acque e gestione integrata delle risorse idriche», ha disposto la progettazione e la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione delle acque reflue di origine urbana, individuando Acquedotto Lucano S.p.a. quale soggetto attuatore poiché responsabile della gestione dell'impianto di depurazione di Genzano di Lucania;

solo dopo 11 anni, quindi nel 2013, è stato presentato un progetto preliminare per la realizzazione di un nuovo depuratore nella stessa area di quello esistente ma, fino ad oggi, l'ente gestore si è limitato ad addebitare i costi di depurazione agli utenti;

nel mese di gennaio 2019, inoltre, è stato indetto un consiglio straordinario appositamente per elaborare un programma di interventi necessari per eseguire i lavori del nuovo depuratore. Acquedotto Lucano, però, ha manifestato l'impossibilità di transitare sulla strada che permette l'ingresso al depuratore poiché i suoi mezzi non erano adeguati. Stante ciò, il comune di Genzano ha provveduto a riportare alle normali condizioni di funzionalità quella strada, ma nulla è stato fatto per rimettere in funzionamento il depuratore in attesa della costruzione del nuovo;

nel giugno del 2019, Acquedotto Lucano ha effettuato delle analisi sull'effluente del depuratore, inviato i dati al comune esortandolo a prendere provvedimenti amministrativi e legali contro le attività che producono caseina perché tale sostanza non è autorizzata ed è stata trovata a livelli superiori al valore limite di emissione in fognatura; la legge, tuttavia, impone che le analisi debbano essere compiute da un ente certificato (Arpab), contenere i valori di tutte le sostanze e soprattutto indicare a che punto dell'effluente è stato prelevato il campione di analisi;

il comune di Genzano, a quanto consta all'interrogante, è tuttora sprovvisto del progetto di rete fognaria e non ha mai potuto visionare la planimetria dell'impianto fognario –:

di quali elementi disponga il Governo in relazione allo stato di attuazione dell'intervento nell'agglomerato di Genzano di Lucania e quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza e di concerto con la regione, al fine di superare la procedura di infrazione di cui in premessa ed evitare ulteriori contestazioni in ambito europeo.




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