Interrogazione a risposta scritta 4-04924

Recupero di pneumatici fuori uso

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-04924

presentato da LICATINI Caterina

testo di Mercoledì 11 marzo 2020, seduta n. 317

    — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

in Italia sono circa 240.500 – di cui 17.863 in Sicilia – le tonnellate di pneumatici fuori uso raccolte nel 2018, come si evince dal report predisposto da Ecopneus, società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei Pneumatici fuori uso (Pfu);

le norme che disciplinano la gestione e smaltimento dei pneumatici fuori uso sono l'articolo 228 del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 – codice ambiente – e il relativo regolamento attuativo, ovvero il decreto ministeriale dell'11 aprile 2011, n. 82 che, nello specifico, all'articolo 4, comma 2, relativo alle «strutture operative associate», quindi ai consorzi di cui al comma 1, ai quali produttori e importatori aderenti comunicano i dati – di cui all'articolo 3, comma 2 dello stesso decreto –, si dispone il trasferimento del contributo ambientale per la gestione dei Pfu di cui all'articolo 228, comma 2, del predetto decreto legislativo n. 152 del 2006;

l'articolo 179 del decreto legislativo n. 152 del 2006, recante «Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti», definisce la gerarchia inerente alla gestione dei rifiuti, che nel dettaglio è individuata nel seguente ordine di priorità: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento;

l'articolo 6 del sopra citato decreto ministeriale dell'11 aprile 2011, n. 82, prevede un sistema di sanzioni nei confronti di produttori, importatori di pneumatici o alle loro eventuali forme associate –:

se il Governo intenda chiarire se vi siano dei limiti, in termini di quantità, rispetto agli accordi che i consorzi, di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto ministeriale n. 82 del 2011, stipulano con le aziende autorizzate al recupero di rifiuti speciali non pericolosi o se la scelta di tali imprese sia a totale discrezione delle strutture operative di cui sopra;

se siano poste in essere – o si intendano intraprendere – delle verifiche per rilevare se nel territorio italiano, a partire dalla Sicilia, vi sia la presenza di aziende che abbiano la capacità di lavorazione dei Pfu fino alla fase che consente l'ottenimento del cosiddetto ciabattato o cippato di gomma, quindi l'effettivo riciclo del materiale e, di conseguenza, non solo la frantumazione dello stesso ciabattato, nonché il solo recupero energetico (penultimo obiettivo nella gerarchia di gestione dei rifiuti);

se il Governo, al fine di fotografare lo status quo, nonché la filiera presente in Italia e in particolare in Sicilia, ritenga opportuno adottare iniziative per procedere ad una mappatura delle imprese operanti nel settore di recupero dei Pneumatici fuori uso (Pfu) nonché per avviare un'analisi degli accordi posti in essere fra consorzi e aziende anche con lo scopo rilevare eventuali anomalie;

se sia disponibile un report rispetto alle sanzioni di cui all'articolo 6 del decreto ministeriale sopra menzionato, in particolar modo in riferimento alla Sicilia.




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