Valorizzazione dei tecnici della prevenzione

Interrogazione a risposta scritta 4-10522

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10522
presentato da
LICATINI Caterina
testo presentato
Lunedì 25 ottobre 2021
modificato
Giovedì 4 novembre 2021, seduta n. 588

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

il tecnico della prevenzione (TdP) nell'ambiente e nei luoghi di lavoro è una figura professionale in possesso di titolo accademico abilitante, le cui preziose competenze riguardano una grande varietà di ruoli e mansioni sia nel settore pubblico sia in quello privato;

tale figura, nel complesso, è responsabile di tutte le attività di sicurezza, di igiene e di prevenzione nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici, nel settore sanitario e veterinario, nell'ambito del controllo di cibi e bevande e in quello della protezione ambientale, prestando il proprio servizio professionale anche all'interno delle Arpa;

in considerazione delle sue competenze, il TdP rientra nel novero delle professioni sanitarie non mediche e, in quanto tale, collabora all'interno delle aziende sanitarie locali, coadiuvando il personale medico nel raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute pubblica;

il momento storico attuale, segnato dalla pandemia da COVID-19 che lentamente ci stiamo lasciando alle spalle, ha dimostrato quanto nelle nostre comunità sia indispensabile investire non solo in controlli, ma anche e soprattutto nella prevenzione;

di fatto, anche il TdP ha dato il suo contributo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, non solo svolgendo i compiti affini alla sua professione (dalle attività ispettive a quelle di vigilanza), ma eseguendo anche altri incarichi come inchieste epidemiologiche e sorveglianza sanitaria;

oltre all'emergenza da COVID-19, anche i casi di incidenti sul lavoro attestano l'importanza di una prevenzione efficace. Con una media di 3 morti al giorno e un preoccupante incremento degli infortuni di circa l'8,5 per cento il fenomeno appare troppo diffuso per essere ricondotto soltanto a negligenze aziendali o a mere fatalità;

mentre da una parte si assiste a una tragica escalation di incidenti sul lavoro a livello nazionale, dall'altra parte non sembra giungere alcun adeguato incremento di TdP nelle dotazioni organiche delle agende sanitarie locali;

ad esempio in Sicilia, a seguito della deliberazione n. 382 del 25 ottobre 2019 per l'adeguamento dei piani triennali di fabbisogno di personale degli enti del servizio sanitario regionale, è stato previsto un minimo di 0,06 e un massimo di 0,08 TdP per 1000 abitanti. Pertanto, si parla di non più di 137 TdP per tutta la provincia di Palermo che devono far fronte a una quantità di compiti spropositata visto il numero così esiguo di operatori;

il Governo ha considerato l'esigenza di rafforzare le condizioni di sicurezza dei lavoratori, con una decretazione che mira ad ampliare le competenze dell'ispettorato del lavoro ed a inasprire le sanzioni. Misure che sembrano opportunamente orientate a reprimere a posteriori le irregolarità delle aziende, ma trascurando la possibilità di rimuovere le condizioni di pericolo prima del verificarsi degli incidenti. Un obiettivo, quest'ultimo, che potrebbe essere raggiunto puntando maggiormente sui Tdp e sulle loro specifiche competenze –:

se e quali iniziative di competenza, alla luce di quanto esposto, il Governo intenda adottare sul tema della sicurezza dei lavoratori e della pubblica incolumità mediante una degna valorizzazione dei tecnici della prevenzione, sia sul piano quantitativo per risolvere le difficoltà legate alle carenze di organico, sia sul piano qualitativo per ampliare competenze e responsabilità di questa figura professionale altamente qualificata e ingiustamente sottovalutata.
(4-10522)

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