Ispettori del lavoro, bando di concorso pubblico e requisiti di accesso

Interrogazione a risposta scritta 4-11554

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11554
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
Giovedì 10 marzo 2022, seduta n. 654

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

nel mese di febbraio 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di 1.249 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato di ispettori del lavoro e funzionari da destinare alle sedi di Roma e alle sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro;

i posti sono ripartiti nel seguente modo: n. 1.174 per il profilo di ispettore tecnico, n. 25 per il profilo funzionario area informatica, n. 50 per il profilo funzionario socio statistico economico;

dalle disposizioni del bando emerge che, per accedere al concorso, in relazione al profilo di ispettore tecnico, sarebbe sufficiente una laurea triennale di qualsiasi tipo;

l'Ispettorato nazionale del lavoro è un'importante Agenzia unica per le ispezioni del lavoro dello Stato italiano che si occupa principalmente di tutela e sicurezza del lavoro, esercitando le proprie funzioni sul territorio, eseguendo attività di vigilanza e controllo, garantendo la salute e incolumità nei luoghi di lavoro;

all'Ispettorato competono, inoltre, gli accertamenti in materia di riconoscimento del diritto a prestazioni per infortuni sul lavoro e malattie professionali, occupandosi delle caratteristiche dei vari cicli produttivi, al fine di poter stabilire l'applicazione della tariffa dei premi e l'istituto emette inoltre circolari interpretative in materia ispettiva e sanzionatoria, nonché direttive operative rivolte al personale ispettivo;

ad oggi, esistono lauree specificamente indirizzate ad acquisire competenze tecniche in materia, le quali prevedono il sostenimento di esami, l'approfondimento di materie che vertono, in particolare, sull'organizzazione sanitaria, sulle condizioni di igiene e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro e sugli alimenti, sulla valutazione dei problemi esistenti nell'ambito delle comunità e delle organizzazioni lavorative, sui fenomeni infortunistici, sulla conoscenza con approccio preventivo delle malattie infettive, e in generale sulla tutela della salute, indirizzo peculiare proprio delle professioni sanitarie;

i tecnici delle prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, infatti, sono delle figure specialistiche di primaria importanza, sebbene sottovalutate; la legge n. 3 dell'11 gennaio 2018, «Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute» rappresenta, inoltre, il raggiungimento di un importante traguardo, poiché sancisce in maniera definitiva la dignità delle professioni sanitarie istituendo, congiuntamente ad altri, l'ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione prevedendo l'istituzione degli specifici albi, tra cui quello della professione sanitaria del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro (con il successivo decreto attuativo 13 marzo 2018), che rappresenta una garanzia per l'espletamento di quelle attività che richiedono determinati requisiti professionali;

il tecnico della prevenzione è quindi una figura regolamentata, competente e adeguata per l'adempimento delle competenze che il profilo di ispettore tecnico richiede;

l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza ha sicuramente il merito di prevedere le assunzioni in questo specifico settore che, da molto tempo, il Paese si aspettava e auspicava, anche in considerazione delle morti di giovani studenti nei luoghi in cui svolgevano stage o durante il programma di alternanza scuola-lavoro;

tuttavia, il bando trascura la necessaria competenza che deve contraddistinguere l'adempimento di questo delicato compito, prevedendo che, per lo svolgimento di tale ruolo, possa essere sufficiente una «generica» laurea anche triennale –:

se, alla luce delle predette considerazioni, il Ministro interrogato intenda assumere iniziative di competenza volte a operare una modifica orientata verso una maggiore specificità dei requisiti per l'accesso ai ruoli di cui in premessa, attribuendo il giusto rilievo alle professioni sanitarie regolamentate e più adeguate allo scopo che si intende raggiungere.

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