La carenza di Rems in Sicilia

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11381

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11381
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
Mercoledì 16 febbraio 2022, seduta n. 639

— Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) sono strutture fondamentali che svolgono funzioni terapeutico-riabilitative, come il sostegno per il mantenimento o la ricostruzione dei rapporti con il mondo esterno, in favore dei detenuti affetti da disturbi mentali o dichiarati socialmente pericolosi;

la carenza di Rems in Sicilia provoca notevoli difficoltà sia alla magistratura requirente e giudicante nell'irrogazione delle misure di sicurezza nei confronti dei detenuti, sia nella gestione delle carceri e delle attività necessarie per assistere la salute mentale di tali soggetti;

nel 2021 si sono registrati 59 suicidi nelle carceri italiane, di cui due avvenuti in Sicilia; nel 2020, presso la casa circondariale di Palermo «Pagliarelli», sono stati 3 i suicidi soltanto nel mese di agosto, tra cui quello di un agente di polizia penitenziaria. Nello stesso anno in tutte le carceri italiane sono stati registrati 62 suicidi. Nel 2019 in totale sono stati 53 i suicidi negli istituti penitenziari italiani, un dato tragico che dimostra le difficoltà delle strutture carcerarie nonché la scarsità di supporti psicologici idonei alle condizioni dei detenuti;

pochi giorni fa, un ragazzo di soli 25 anni detenuto nel carcere Ucciardone di Palermo si è tolto la vita impiccandosi; di recente, una detenuta 29enne si è suicidata nella sua cella a Messina: era in custodia cautelare per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, nell'ambito di un'operazione antidroga eseguita nei giorni scorsi a Catania;

in Italia, i detenuti con problemi psichiatrici certificati sono circa 1.300, di cui circa 630 ospitati nelle 31 Residenze per le misure di sicurezza esistenti; in Sicilia i posti disponibili sono circa 60;

nell'isola, infatti, sono due le Rems attualmente operative, entrambe site nella parte orientale della Sicilia, a Naso e a Caltagirone; una terza residenza era prevista a Caltanissetta ma non è mai stata realizzata;

già nel 2018, il Garante dei diritti dei detenuti nella Regione Sicilia, professor Giovanni Fiandaca, aveva chiesto risposte concrete sul tema della salute mentale nelle carceri, facendo leva sul problema del numero limitato di Rems la cui realizzazione è diventata inderogabile, vista l'insufficienza di posti a fronte delle cospicue richieste;

la sentenza della Corte Costituzionale 16 dicembre 2021-27 gennaio 2022 n. 22, intervenuta in materia, ha affermato che l'attuale normativa presenta molti profili di criticità rispetto ai principi costituzionali e non tutela adeguatamente né i diritti fondamentali delle potenziali vittime di aggressione, né le persone affette da patologie psichiche, né tantomeno il diritto alla salute del malato;

secondo quanto riportato dal giudice a quo che ha sollevato le questioni di legittimità costituzionale, la misura di sicurezza del ricovero in una Rems costituisce «ai sensi degli articoli 2 e 25 comma terzo della Costituzione, una forma di tutela da parte dello Stato dei diritti inviolabili dell'uomo alla vita e all'incolumità per proteggere i terzi dalle condotte violente che possono essere poste in essere dagli autori di reato non imputabili per incapacità di intendere e di volere, con l'espressa previsione della riserva di legge per la disciplina dei casi in cui è possibile sottoporre a misura di sicurezza una persona» –:

alla luce di tale emergenza, quali iniziative il Ministro interrogato adottare per colmare queste forti carenze che provocano gravi danni alla salute mentale dei detenuti più fragili, al punto da spingerli in certi casi al suicidio, e per reintegrare il rispetto dei principi costituzionali tra cui, in particolare, la rieducazione del condannato ex articolo 27 della Carta Costituzionale che costituisce una delle imprescindibili funzioni della pena.

Condividi

Carrello