La gestione dei rifiuti in Sicilia e la mancanza di controllo nel territorio

Interrogazione a risposta scritta 4-11221

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11221
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
Venerdì 4 febbraio 2022, seduta n. 633

— Al Ministro della transizione ecologica, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

la deludente gestione dei rifiuti e la carenza di controlli nel territorio, si confermano ancora oggi tra i problemi che caratterizzano maggiormente la regione Sicilia;

il 26 gennaio 2022 sono state ritrovate nella spiaggia fra Marina di Acate e Scoglitti tonnellate di spazzatura, sommerse da dune di sabbia alte cinque metri. Per lo più i rifiuti sono probabilmente derivanti dalle serre di ortofrutta, ma sono stati individuati anche elettrodomestici abbandonati, come frigoriferi, carcasse di barche, paletti in cemento, plastiche e altro ancora;

sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta dalla procura di Ragusa, che ha sequestrato circa 62 mila metri quadrati di arenile, ipotizzando il reato di disastro ambientale e di discarica abusiva;

tra i rifiuti ritrovati, peraltro, rientrano anche quelli che accrescono l'impatto ambientale con il rilascio delle sostanze altamente nocive e inquinanti che contengono, come i gas nei frigoriferi e le schiume isolanti nei condizionatori, e che, per questo, vanno assolutamente destinati allo smaltimento differenziato;

un danno incommensurabile perpetrato all'ecosistema, aggravato dal fatto che la qualità del mare e del litorale costituisce soprattutto, per una terra come la Sicilia, una delle risorse più preziose. Disastri simili erano stati precedentemente provocati nel 2016, nella stessa area demaniale di Marina di Acate che, pertanto, era già stata sottoposta a sequestro. A seguito di tali episodi, era stata promessa maggiore attenzione ed era stato richiesto un intervento alla regione per il risanamento della zona;

ad accompagnare questa drammatica notizia, si ha anche il recente report pubblicato dall'Istat sulla raccolta differenziata di rifiuti, il quale vede scivolare la Sicilia all'ultimo posto, dopo aver occupato il penultimo fino a ventisei anni fa;

gli spazi aperti e liberamente accessibili al pubblico non possono essere trattati come luoghi abbandonati, sacrificati all'incivile pratica dell'abbandono dei rifiuti e dunque destinati, col tempo, a trasformarsi in discariche a cielo aperto o contenitori di spazzatura. Un controllo capillare e costante del territorio è fondamentale per reprimere queste condotte e impedire che simili vicende si ripetano passando inosservate;

spesso, oltre agli interessi economici, è anche un diffuso malcostume a dare origine ai delitti in materia ambientale. Sono cause di disastri dalle conseguenze insostenibili, che, pertanto, vanno bloccate con attività e operazioni di contrasto ma, soprattutto, mettendo in campo un sistema efficiente di prevenzione che si basi su maggiori risorse umane e strumenti più precisi ed efficaci –:

se il Governo, alla luce dei fatti summenzionati, intenda valutare la possibilità di adottare iniziative per impiegare, nelle province siciliane, personale militare delle Forze armate nelle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio prioritariamente finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale, considerando in particolare il personale del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, al fine di attuare un controllo diffuso su tutto il territorio, nonché prevedendo l'impiego di sistemi di videosorveglianza urbana e di aeromobili a pilotaggio remoto.
(4-11221)

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