Valorizzazione dei siti termali

Interrogazione a risposta scritta 4-10841

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10841
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
Martedì 30 novembre 2021, seduta n. 60
 
 
 — Al Ministro della cultura, al Ministro del turismo, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

le strutture termali italiane, seppure di particolare importanza a livello storico, ma soprattutto per le funzionalità curative delle loro acque, non hanno ricevuto la necessaria attenzione, né sono state oggetto di interventi di manutenzione per salvaguardarle e renderle fruibili;

il termalismo pubblico siciliano, in particolare, è rimasto imbrigliato negli ultimi dieci anni nelle maglie della burocrazia regionale, e, nonostante si siano succeduti tre governi, ancora non è stato possibile superare l'impasse e attuare a pieno quanto previsto dalla legge regionale n. 11 del 2010;

l'articolo 21 della predetta legge dispone che «entro 180 giorni dall'avvenuta cessione alla regione delle quote azionarie detenute dalle aziende autonome Terme di Acireale e Terme di Sciacca rispettivamente nelle società Terme di Acireale S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A., la Ragioneria generale della Regione attiva le procedure necessarie a porre in liquidazione le due e, tramite lo svolgimento di una gara ad evidenza pubblica, affida a soggetti privati la gestione e la valorizzazione dei complessi cremotermali ed idrominerali esistenti nel bacino idrotermale di Acireale e di Sciacca, compreso lo sfruttamento delle acque termali ed idrominerali, e le attività accessorie e complementari»; delle due operazioni previste dalla norma, soltanto la prima risulta effettivamente compiuta;

in tutto il periodo che va dal 2006 al 2020, il costo della governance, considerati i compensi ad amministratori, liquidatori, sindaci e revisori, è stato notevole: basti pensare che soltanto ad Acireale è stato superiore al milione di euro; in questo lasso di tempo, infatti, le due società hanno accumulato una perdita economica complessiva, superiore a 25 milioni di euro, e subìto un decremento del patrimonio netto pari a 38 milioni di euro;

ultimamente, il Governo regionale ha avanzato delle proposte per finanziare interventi di recupero e ristrutturazione degli immobili presenti per rendere attrattive le Terme, traendo da queste vantaggi economici e turistici per l'isola;

anche in Toscana, purtroppo, meravigliose terme architettonicamente simili a un tempio dalla pianta ottagonale, costruite agli inizi del novecento, e poi danneggiate da un incendio nel 1968 e declinate definitivamente negli anni ottanta, si presentano fatiscenti e completamente abbandonate;

o, ancora, vi sono le terme, anch'esse abbandonate, presenti nelle Marche e in Emilia Romagna, in cui vi sono ancora sale da pranzo, cucine, salotti: strutture che potrebbero essere riutilizzate per la stessa finalità o per destinazioni diverse e utili ai cittadini;

oltre alla forte attrazione turistica che le caratterizza, le terme hanno funzionalità curative non indifferenti e la loro chiusura, soprattutto nei tre paesi siciliani summenzionati, ha causato disagi per coloro che ne devono usufruire a scopo terapeutico, obbligandoli a recarsi in luoghi molto più distanti;

il ricco patrimonio di acque calde curative e dalle proprietà terapeutiche era conosciuto sin dall'antichità, ed è inconcepibile che questo, oggi, possa essere considerato un peso per le casse regionali;

peraltro, il Governo nazionale ha previsto l'introduzione dei bonus per l'acquisto di servizi termali, un'agevolazione che riesce a coprire il 100 per cento dei servizi termali acquistati –:

se, alla luce delle considerazioni espresse in premessa, il Governo intenda assumere iniziative di competenza volte alla valorizzazione dei siti termali nazionali, con particolare riferimento a quelli siciliani, al fine di tutelare il patrimonio culturale, attrattivo e turistico del nostro Paese, nonché la salute dei cittadini, in relazione alle finalità curative connesse all'utilizzo di queste acque.
(4-10841)

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