Adottare iniziative per eliminare la ricezione di messaggi spam presso gli indirizzi di posta elettronica certificata.

Interrogazione a risposta scritta 4-09341 presentato da LICATINI Caterina testo di Venerdì 21 maggio 2021, seduta n. 513


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09341
presentato da
LICATINI Caterina
testo di
Venerdì 21 maggio 2021, seduta n. 513

LICATINI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale. — Per sapere – premesso che:

la posta elettronica digitale (Pec) ha ormai sostituito il tradizionale strumento della raccomandata con avviso di ricevimento, assumendone lo stesso valore legale, disciplinata a più riprese sin dal 2005 con il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68;

questo valore è garantito dalla certificazione dell'invio e della ricezione del messaggio di pec tramite la consegna al mittente della ricevuta di avvenuta ricezione costituente prova legale della spedizione avvenuta che riporta data e ora certa oltre che i dati di destinatario e mittente, ovvero di mancata consegna;

i professionisti, le nuove società ma anche le persone fisiche in relazione all'incombenza da svolgere devono ormai possedere un indirizzo di posta elettronica certificata; tra i riferimenti normativi, si menziona l'articolo 5 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, che impone l'obbligo per le imprese individuali che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle imprese o all'albo delle imprese artigiane di indicare il proprio indirizzo pec;

l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) è preposta alla realizzazione degli obiettivi dell'Agenda digitale italiana, in coerenza con gli indirizzi dettati dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato e con l'Agenda digitale europea, promuovendo l'innovazione digitale nel Paese e l'utilizzo di tecnologie idonee ad una semplificazione organizzativa della pubblica amministrazione e di questa con cittadini e imprese;

il carattere istituzionale-legale della posta elettronica certificata mal si concilia con la possibilità di ricevere nella propria posta e-mail Spam, ossia quei messaggi pubblicitari non autorizzati, che hanno cominciato a insediare non solo la posta ordinaria ma, per l'appunto, anche quella certificata con i notevoli disagi che ne derivano per chi la utilizza;

il rischio è quello eliminare una e-mail ufficiale che erroneamente si crede essere Spam, con la responsabilità professionale che consegue da tale operazione e, considerando altresì che il servizi pec è di norma a pagamento, tali disagi non dovrebbero sussistere –:

se, alla luce di quanto esposto, il Governo intenda valutare, anche attraverso l'Agenzia per l'Italia Digitale, la possibilità di adottare iniziative per eliminare la ricezione di messaggi spam presso gli indirizzi di posta elettronica certificata.
(4-09341)

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