Interrogazione a risposta scritta 4-08572

Il caso di Mukhtar Ablyazov e di Alma Shalabayeva

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08572

presentato da LICATINI Caterina
testo presentato Venerdì 12 marzo 2021
modificato Martedì 16 marzo 2021, seduta n. 469

 

Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

Mukhtar Ablyazov nel 2013 è stato descritto mediaticamente come dissidente kazako e rifugiato politico in fuga da un regime dittatoriale;

il 27 maggio 2013, tre giorni prima dell'espulsione della moglie dall'Italia, era pervenuta a tutte le sezioni Interpol del mondo una nota, che segnalava una red notice a suo carico (persona da ricercare perché colpita da provvedimenti giudiziari emessi da un Paese membro dell'organismo internazionale Interpol) per truffe, reati fiscali e altri delitti della stessa natura;

Ablyazov era dunque considerato dall'Interpol un latitante, accusato di bancarotta fraudolenta e di appropriazione indebita per circa 6 miliardi di dollari, come risulta dall'inchiesta de l'Espresso del 3 marzo 2021 («Perseguitato politico? No, ladro di miliardi. Le sentenze inglesi che riscrivono la storia del sequestro Shalabayeva»), condannato a 22 mesi di carcere anche in Gran Bretagna, condanna elusa con una fuga, la seconda dopo quella dal Kazakhstan di alcuni anni prima;

nel luglio 2013, Mukhtar Ablyazov è stato arrestato in Francia e, a dimostrazione di come la sua situazione personale oscilli pericolosamente tra l'essere un soggetto accusato (e condannato) per gravi reati finanziari in differenti Stati esteri e il voler apparire come un presunto rifugiato politico in modo da ottenere una sorta di immunità perenne, ne fu accolta la richiesta di estradizione in Russia e Ucraina per ben due volte e, solo alla fine di un lungo e tortuoso percorso giudiziario, lungo ben 7 anni, la Francia ne avrebbe disposto la protezione internazionale (nel settembre 2020), salvo poi arrestarlo nuovamente alcuni giorni dopo;

la sentenza n. 1594/2020 del tribunale di Perugia ha definito l'espulsione di Alma Shalabayeva una extraordinary rendition, ma una tale odiosa pratica certamente non prevede un'udienza di convalida dinanzi al giudice di pace ai fini dell'espulsione, né la richiesta di nulla osta alla procura della Repubblica competente, come è avvenuto nel caso di specie;

con tale sentenza, il tribunale ha condannato un giudice di pace e sei poliziotti, tra cui uomini al servizio dello Stato da una vita: Maurizio Improta, ex dirigente dell'ufficio immigrazione, e Renato Cortese, ex capo della squadra mobile di Roma, nonché ex questore di Palermo, passato alla storia della lotta antimafia per la cattura, dopo una latitanza durata decenni, del boss mafioso Provenzano e di altri pericolosi latitanti 'ndranghetisti;

il Kazakhstan è uno Stato membro dell'Onu e dell'Unesco dal 1992, con il quale l'Italia ha sottoscritto numerosi trattati di collaborazione tra cui anche un Accordo di cooperazione nel contrasto alla criminalità organizzata ratificato con la legge n. 216 del 2015;

vi sarebbero state, negli ultimi 15 anni, solo nove richieste di asilo politico di cittadini kazaki, di cui nessuna accolta;

mentre i poliziotti italiani condannati sono obbligati a risarcire i danni morali anche al milionario Ablyazov, risulterebbe da fonti giornalistiche che vi sia un ordine di confisca dei beni a livello mondiale emesso nei suoi confronti dalla Gran Bretagna –:

se, quando Mukhtar Ablyazov ha soggiornato sul territorio italiano nel 2013, avesse titolo per farlo;

se il Governo disponga di elementi, per quanto di competenza, circa la dinamica che gli ha consentito di eludere l'arresto da parte delle autorità italiane;

se risultino al Governo richieste di congelamento o confisca, sul territorio italiano, di beni a lui riconducibili anche tramite intestazioni fittizie, nonché quante condanne risultino attualmente a suo carico.

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